
ROMA 16 Gennaio 2012 Sulla responsabilità del comandante Francesco Schettino il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha detto che «l'idea che ci siamo fatti nell'immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime indagini delle forze dell'ordine e delle autorità marittime». «Dalle prime indagini troviamo conferme che
il comandante, al momento dell'impatto con lo scoglio, era in plancia e che quindi era lui alla guida della nave». È stato appurato anche che «ha lasciato la nave mentre ancora c'erano tante persone da soccorrere». Così il procuratore capo Francesco Verusio illustra stamani lo stato dell'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia.
TUTTO PER UN FAVORE Era questa la frase che molte donne tratte in salvo dalla Costa Concordia dicevano appena scese. All'inizio nessuno risuciva a capirne il vero significato. Adesso con qualche notizia in più, diventano più chiare le dinamiche dell'incidente. Il comandante voleva avvicinarsi di più all'isola del Giglio, e come sostiene il procuratore di Grosseto Francesco Varusio: «Voleva essere al tempo stesso un omaggio a Mario Palombo, una leggenda tra i comandanti della Costa crociere, e un favore all'unico gigliese a bordo, il capo maitre Antonello Tievoli». Tanto che poco prima dell'impatto Tievoli venne chiamato a guardare il Giglio, la sua isola. «Attenti siamo troppo vicini» disse, ma era già troppo tardi.
"POSSIBILE FUGA" «Abbiamo temuto la fuga del comandante Schettino, abbiamo pensato potesse sottrarsi alle sue responsabilita». Lo ha detto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, spiegando il provvedimento di fermo per il capitano della Costa Concordia. «Abbiamo optato per il fermo seguendo una nostra ipotesi relativa a un possibile pericolo di fuga del comandante perch‚ navigando da molti anni ha toccato vari porti in tutto il mondo e avrebbe potuto fuggire» all'estero. Anche così il procuratore di Grosseto, Verusio, ha spiegato il fermo in carcere del capitano comandante Francesco Schettino, che domani o mercoledì sarà sentito dal gip nell'udienza di convalida.
"IL COMANDANTE ERA AL BAR" Nei minuti precedenti l'impatto con gli scogli, il comandante della Costa Concordia era al bar a bere «un drink con una bella donna». Lo scrive nel suo sito web il quotidiano britannico 'Daily Mail'.
INTERROGATO EX AMMIRAGLIO Un ex ammiraglio viene sentito in queste ore dai magistrati della Procura di Grosseto nell'inchiesta su il naufragio della nave Costa Concordia. È quanto si apprende da fonti inquirenti. L'ex ammiraglio viene ascoltato rispetto all'inspiegabile avvicinamento della nave all'isola del Giglio per il cosiddetto 'inchino'.
CAMBIO ROTTA NON ERA AUTORIZZATO Una variante alla rotta non autorizzata. La rotta della Costa Concordia «è stata impostata correttamente» alla partenza nel porto di Civitavecchia; se la nave è uscita di rotta «la manovra non era approvata, né autorizzata da Costa Crociere», ma è stata effettuata «dal comando nave». Lo ha detto l'ad di Costa Crociere Pierluigi Foschi.
DANNI PER 90 MLN Costa Crociere ha valutato in 93 milioni di dollari i danni «immediati» per il disastro della nave Concordia. Lo ha detto a Genova il presidente e ad dell'azienda, Pierluigi Foschi, sottolineando che, oltre a questi, si dovranno valutare i danni riguardanti i diversi aspetti assicurativi.
LA CONCORDIA SI MUOVE A causa del mare mosso la nave Concordia ha cominciato a muoversi dalla posizione in cui si era incagliata. Il coordinamento dei soccorsi ha sospeso le ricerche e evacuato i sub di vigili del fuoco e capitanerie. Al momento la nave si è spostata di 9 centimetri sulla verticale e 1,5 in orizzontale.
ALLARME AMBIENTALE «Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è altissimo. L'obiettivo è di evitare che i carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L'intervento è urgente, abbiamo fretta». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia.
ALLARME SU TUTTO L'ARCIPELAGO L'area interessata dal possibile rischio ambientale «dipende dalle correnti: sicuramente l'Isola del Giglio, probabilmente l'intero arcipelago, forse la costa. Dipende da come si muove il mare». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia.
IL BILANCIO (di Claudio Fabretti) Ritrovato un altro corpo senza vita, che si aggiunge ai cadaveri dei due anziani ritrovati ieri nel ventre sommerso della nave. E sale a 6 il bilancio delle vittime accertate del naufragio della Costa Concordia, di fronte all’isola del Giglio. E mancano ancora all’appello 16 persone. Nella notte, alle due circa, è stato trovato un altro corpo senza vita nel ponte numero 2 della nave. I cadaveri di due anziani passeggeri, un italiano e uno spagnolo, sono stati rintracciati nella mattinata scorsa. Ma i soccorsi procedono senza sosta per cercare di salvare i dispersi. Tra di loro anche un padre con la figlia.
È stato salvato, invece, il capo commissario di bordo, Manrico Giampetroni. I vigili del fuoco sono riusciti a estrarlo da una cabina. Ha trascorso 36 ore al gelo, con una gamba fratturata, ed è diventato per tutti il «commissario eroe», perché - come lui stesso ha raccontato prima del trasferimento in ospedale - è riuscito a salvare molte persone intrappolate nella nave. Ora è fuori pericolo. Prima dell’ufficiale, altre due persone, una coppia di sudcoreani 29enni in luna di miele, erano state tratte in salvo.
La scatola nera estratta dalla nave «sta già parlando», secondo il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio. Per i pm «la nave era a soli 150 metri dalla riva, una distanza incredibilmente vicina». A mettere nei guai il comandante, Francesco Schettino, fermato dalla polizia, sarebbero anche testimonianze dalla Guardia Costiera, secondo le quali il primo ufficiale della Concordia sarebbe stato più volte invitato a risalire sulla nave. Ma non è tutto: secondo le prime ricostruzioni, non sarebbe mai partito un formale may day dalla Concordia. E non sarebbe stata la nave a chiamare la sala operativa, ma viceversa. Anche Costa Crociere scarica il comandante. E alcuni superstiti accusano: «Ci hanno lasciati soli in mare».
A rischio anche l’ecosistema per le 2.300 tonnellate di olio combustibile presenti nella nave, mentre il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, dice: «Basta maxi-navi vicino ad aree sensibili».
"SPERANZE RIDOTTE AL MINIMO" «La speranza di trovare in vita i dispersi è ridotta al minimo». Lo dice il sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli, riferendosi ai 16 dispersi della nave Costa. Ortelli spera che «si sia creata nella nave qualche bolla d'aria che ci permetta di trovare qualcuno vivo. Le ricerche continuano. Incrociamo le dita».
LE DUE VITTIME RECUPERATE IERI. Due cadaveri sono stati individuati a bordo della Costa Concordia. Si tratta di Giovanni Masia, nato nel 1926, e di uno spagnolo, Gual Guillermo, nato nel 1943.. E altri due americani mancano all'appello. Il ritrovamento dei corpi senza vita, nella parte sommersa della poppa della nave, è stato fatto dai sommozzatori della Guardia Costiera. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di due uomini, trovati dai sommozzatori in una cabina, con indosso i giubotti di salvataggio.
L'ambasciata statunitense in Italia ha abbassato a 120 il numero di americani a bordo della nave
Costa Concordia, e precisato che «118 persone» sono state fino ad ora contattate.
Altre fonti riferiscono di due coppie di francesi che ancora mancherebbero all'appello.
«MAI PARTITO IL MAYDAY» Non sarebbe mai partito un formale may day dalla Concordia. E non sarebbe stata la nave a chiamare la sala operativa, ma viceversa. Così le prime ricostruzioni della Guardia costiera. L'equipaggio e la sala operativa avrebbero parlato diversi minuti prima che a terra si sapesse per la prima volta che la nave stava imbarcando acqua.
«MANCANO 17 PERSONE» Mancano ancora all'appello 17 persone che erano imbarcate sulla Costa Concordia, secondo quanto reso noto dalla Costa Crociere durante il vertice che si è tenuto oggi pomeriggio in prefettura a Grosseto. Lo riferisce il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras. La valutazione della Costa Crociere, spiega Marras, è stata fatta anche in base alle segnalazioni dei parenti e alle presenze negli alberghi. Prima del ritrovamento dei due morti sulla Costa Concordia, la Costa Crociere aveva rettificato il numero dei presunti dispersi precisando che si trattava di 19 persone, 13 passeggeri e 6 componenti l'equipaggio. Durante una riunione in prefettura, però, è giunta la notizia del ritrovamento dei due cadaveri, trovati su un ponte della Costa Concordia. Da qui, il calcolo di rimanenti 17 presunti dispersi.
150 METRI DALLA COSTA «La nave Costa Concordia era a soli 150 metri dalla riva. Una distanza incredibilmente vicina. Stiamo facendo anche accertamenti satellitari per stabilirla con esattezza». Lo ha riferito il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che coordina le indagini del naufragio all'Isola del Giglio. Sono altresì in corso indagini per stabilire se il comandante abbia voluto seguire la prassi marinara dell«inchino», che consiste nel far passare una nave vicino un porto e salutare con la sirena le persone a terra. A quanto riferisce il procuratore, la scatola nera della nave sta già "parlando". Emergerebbe una differenza di un'ora tra l'impatto alle 21 e 45 e l'allarme alla Guardia costiera circa delle 22 e 43.
IL COMMISSARIO-EROE - «Ho sempre sperato nella salvezza, ho vissuto 36 ore di incubo». Lo ha detto il capo commissario di Bordo di Costa Concordia, Marrico Giampetroni, ritrovato questa mattina dai vigili del fuoco sul ponte 3, appena arrivato all'ospedale di Grosseto a bordo del Pegaso. L'uomo ha aiutato molte persone ad abbondonare la nave poi, scendendo per l'ennesima volta nei ponti sottostanti, si è rotto una gamba ed è rimasto bloccato lì fino all'arrivo dei soccorsi.
DISPERSI PADRE E FIGLIOLETTA - Non si hanno notizie di due riminesi, un uomo di circa 30 anni e la figlia di 5 anni, che erano a bordo della Costa Concordia. I due erano in crociera insieme alla fidanzata di lui che sta rientrando a casa a Villa Verucchio (Rimini). La giovane donna - secondo quanto racconta la Voce di RomagnA - è stata separata, nel caos dell'evacuazione, dal compagno e dalla bambina, al momento di salire sulle scialuppe. Una volta giunta a terra, però, non è più riuscita a mettersi in contatto con loro.
CODACONS: RITIRO LICENZA NAVIGAZIONE A COSTA «Dopo il gravissimo incidente che ha visto coinvolta la nave Concordia» il Codacons chiede la «sospensione o il ritiro della licenza di navigazione nei confronti della società Costa Crociere». «A seguito delle notizie che si stanno susseguendo in queste ore, e che vedrebbero, sulla base delle dichiarazioni dei superstiti, ritardi e gravi carenze nelle procedure di emergenze e nelle operazioni di soccorso, riteniamo indispensabile che le autorità competenti valutino l'eventuale sospensione o l'eventuale ritiro della licenza di navigazione nei confronti della società Costa Crociere», è detto in una dichiarazione. Il Codacons sta inoltre preparando un «esposto alla magistratura in cui si chiede di indagare anche per il reato di strage, che in base al nostro codice penale, è considerato reato di pericolo». L'associazione, che ha già pubblicato sul proprio sito i moduli attraverso i quali i passeggeri della nave possono aderire alla class action finalizzata a chiedere il risarcimento dei danni subiti, annuncia inoltre «l'intenzione di costituirsi parte civile in rappresentanza della categoria degli utenti».
FERMATO IL COMANDANTE. Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, è stato trasferito al carcere di Grosseto in stato di fermo in attesa dell'udienza di convalida che dovrebbe svolgersi all'inizio della prossima settimana. Al comandante della Costa Concordia Francesco Schettino e al primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio, sono stati contestati reati che vanno dall'omicidio colposo plurimo al naufragio, al disastro, all'abbandono della nave con altri passeggeri ancora da mettere in salvo. È quanto si apprende in ambienti giudiziari. Il comandante della Costa Consordia «si è avvicinato molto maldestramente all'Isola del Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti». Lo ha detto il procuratore di Grosseto Francesco Verusio.
RECUPERATA SCATOLA NERA. I sommozzatori della Capitaneria di Porto hanno recuperato nel tardo pomeriggio la scatola nera della nave Costa Concordia, incagliatasi ieri sera all'Isola del Giglio (Grosseto).
250 FRANCESI RIMPATRIATI Circa 250 dei 462 passeggeri francesi della Costa Concordia sono attesi in serata a Marsiglia, dove saranno accolti da una cellula di supporto psicologico gestita dalla Croce rossa e dai pompieri della città del sud della Francia. Lo riportano i media transalpini. «Abbiamo organizzato il rimpatrio di questi 250 passeggeri in bus», ha spiegato alla stampa il presidente di Costa Crociere Francia, Georges Azouze, mentre gli altri saranno riaccompagnati in patria «con voli speciali o charter».
CAMBIO ROTTA L'urto contro lo scoglio che ha squarciato la chiglia della Costa Concordia è avvenuto probabilmente alcune miglia prima dell'isola del Giglio. Lo apprende l'ANSA da fonti investigative. La nave, pur imbarcando acqua, ha proseguito la navigazione e solo successivamente ha invertito rotta puntando verso il porticciolo Giglio. Nella prima segnalazione fatta alla Capitaneria di Porto, è stato, infatti, riferito che la nave «imbarcava acqua». L'equipaggio ha probabilmente immaginato, in un primo momento, di poter gestire l'emergenza. Quando ciò è parso impossibile, il comandante ha ordinato di cambiare rotta e di dirigere verso l'Isola del Giglio. Proprio l'avvicinamento alla terraferma, - secondo molti soccorritori - ha impedito che l'incidente avesse conseguenze ancor più tragiche e che la nave si inabissasse.
PANICO A BORDO. Sulla nave ci sono state vere e proprie scene di panico con il passare dei minuti e delle ore. Molti passeggeri, infatti, hanno temuto che la nave potesse affondare e si sono gettati nelle acque gelide del Tirreno di gennaio. Verosimilmente le vittime sono decedute a causa dell'ipotermia, per il freddo del mare, per annegamento o per malori. Sul luogo dell'incidente diverse imbarcazioni dei Vigili del Fuoco di Civitavecchia e Livorno, oltre ai sommozzatori di Grosseto, e le unità delle Capitanerie di Porto. A bordo 4.231 persone, compresi i membri dell'equipaggio.
LE NAZIONALITA' DEI PASSEGGERI. Costa Crociere ha reso noto la nazionalità e l'esatto numero passeggeri a bordo di Concordia. In tutto 3.216, così composti: 989 italiani, 569 tedeschi, 462 francesi, 177 spagnoli, 129 americani, 127 croati, 108 russi, 74 austriaci, 69 svizzeri, 46 brasiliani, 46 giapponesi, 42 olandesi, 33 ucraini, 30 coreani, 20 rumeni, 26 da Hong Kong, 25 britannici, 21 australiani, 17 argentini, 13 taiwanesi, 12 canadesi, 12 cinesi, 11 portoghesi, 10 colombiani, 10 cileni, 9 turchi, 8 belgi, 8 israeliani, 9 kazhakistani, 8 peruviani, 8 polacchi, 6 moldavi, 6 nepalesi, 5 svedesi, 5 venezuelani, 4 danesi, 4 dominicani, 4 serbi, 4 sudafricani, 3 delle Antille olandesi, 3 bielorussi, 3 grechi, 3 ungheresi, 3 iraniani, 3 irlandesi, 3 macedoni, 2 albanesi, 2 cubani, 2 algerini, 2 ecuadoriani, 2 messicani, 2 finlandesi, 1 di Andorra, 1 bulgaro, 1 bosniaco, 1 ceco, 1 indiano, 1 marocchino, 1 norvegese, 1 neozelandese, 1 filippino e un uruguayano. In tutto 3.216 passeggeri, ai quali vanno sommati i 1.013 membri dell'equipaggio, per un totale complessivo di 4.229 persone.
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il comandante, al momento dell'impatto con lo scoglio, era in plancia e che quindi era lui alla guida della nave». È stato appurato anche che «ha lasciato la nave mentre ancora c'erano tante persone da soccorrere». Così il procuratore capo Francesco Verusio illustra stamani lo stato dell'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia.
TUTTO PER UN FAVORE Era questa la frase che molte donne tratte in salvo dalla Costa Concordia dicevano appena scese. All'inizio nessuno risuciva a capirne il vero significato. Adesso con qualche notizia in più, diventano più chiare le dinamiche dell'incidente. Il comandante voleva avvicinarsi di più all'isola del Giglio, e come sostiene il procuratore di Grosseto Francesco Varusio: «Voleva essere al tempo stesso un omaggio a Mario Palombo, una leggenda tra i comandanti della Costa crociere, e un favore all'unico gigliese a bordo, il capo maitre Antonello Tievoli». Tanto che poco prima dell'impatto Tievoli venne chiamato a guardare il Giglio, la sua isola. «Attenti siamo troppo vicini» disse, ma era già troppo tardi.
"POSSIBILE FUGA" «Abbiamo temuto la fuga del comandante Schettino, abbiamo pensato potesse sottrarsi alle sue responsabilita». Lo ha detto il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, spiegando il provvedimento di fermo per il capitano della Costa Concordia. «Abbiamo optato per il fermo seguendo una nostra ipotesi relativa a un possibile pericolo di fuga del comandante perch‚ navigando da molti anni ha toccato vari porti in tutto il mondo e avrebbe potuto fuggire» all'estero. Anche così il procuratore di Grosseto, Verusio, ha spiegato il fermo in carcere del capitano comandante Francesco Schettino, che domani o mercoledì sarà sentito dal gip nell'udienza di convalida.
"IL COMANDANTE ERA AL BAR" Nei minuti precedenti l'impatto con gli scogli, il comandante della Costa Concordia era al bar a bere «un drink con una bella donna». Lo scrive nel suo sito web il quotidiano britannico 'Daily Mail'.
INTERROGATO EX AMMIRAGLIO Un ex ammiraglio viene sentito in queste ore dai magistrati della Procura di Grosseto nell'inchiesta su il naufragio della nave Costa Concordia. È quanto si apprende da fonti inquirenti. L'ex ammiraglio viene ascoltato rispetto all'inspiegabile avvicinamento della nave all'isola del Giglio per il cosiddetto 'inchino'.
CAMBIO ROTTA NON ERA AUTORIZZATO Una variante alla rotta non autorizzata. La rotta della Costa Concordia «è stata impostata correttamente» alla partenza nel porto di Civitavecchia; se la nave è uscita di rotta «la manovra non era approvata, né autorizzata da Costa Crociere», ma è stata effettuata «dal comando nave». Lo ha detto l'ad di Costa Crociere Pierluigi Foschi.
DANNI PER 90 MLN Costa Crociere ha valutato in 93 milioni di dollari i danni «immediati» per il disastro della nave Concordia. Lo ha detto a Genova il presidente e ad dell'azienda, Pierluigi Foschi, sottolineando che, oltre a questi, si dovranno valutare i danni riguardanti i diversi aspetti assicurativi.
LA CONCORDIA SI MUOVE A causa del mare mosso la nave Concordia ha cominciato a muoversi dalla posizione in cui si era incagliata. Il coordinamento dei soccorsi ha sospeso le ricerche e evacuato i sub di vigili del fuoco e capitanerie. Al momento la nave si è spostata di 9 centimetri sulla verticale e 1,5 in orizzontale.
ALLARME AMBIENTALE «Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è altissimo. L'obiettivo è di evitare che i carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L'intervento è urgente, abbiamo fretta». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia.
ALLARME SU TUTTO L'ARCIPELAGO L'area interessata dal possibile rischio ambientale «dipende dalle correnti: sicuramente l'Isola del Giglio, probabilmente l'intero arcipelago, forse la costa. Dipende da come si muove il mare». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia.
IL BILANCIO (di Claudio Fabretti) Ritrovato un altro corpo senza vita, che si aggiunge ai cadaveri dei due anziani ritrovati ieri nel ventre sommerso della nave. E sale a 6 il bilancio delle vittime accertate del naufragio della Costa Concordia, di fronte all’isola del Giglio. E mancano ancora all’appello 16 persone. Nella notte, alle due circa, è stato trovato un altro corpo senza vita nel ponte numero 2 della nave. I cadaveri di due anziani passeggeri, un italiano e uno spagnolo, sono stati rintracciati nella mattinata scorsa. Ma i soccorsi procedono senza sosta per cercare di salvare i dispersi. Tra di loro anche un padre con la figlia.
È stato salvato, invece, il capo commissario di bordo, Manrico Giampetroni. I vigili del fuoco sono riusciti a estrarlo da una cabina. Ha trascorso 36 ore al gelo, con una gamba fratturata, ed è diventato per tutti il «commissario eroe», perché - come lui stesso ha raccontato prima del trasferimento in ospedale - è riuscito a salvare molte persone intrappolate nella nave. Ora è fuori pericolo. Prima dell’ufficiale, altre due persone, una coppia di sudcoreani 29enni in luna di miele, erano state tratte in salvo.
La scatola nera estratta dalla nave «sta già parlando», secondo il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio. Per i pm «la nave era a soli 150 metri dalla riva, una distanza incredibilmente vicina». A mettere nei guai il comandante, Francesco Schettino, fermato dalla polizia, sarebbero anche testimonianze dalla Guardia Costiera, secondo le quali il primo ufficiale della Concordia sarebbe stato più volte invitato a risalire sulla nave. Ma non è tutto: secondo le prime ricostruzioni, non sarebbe mai partito un formale may day dalla Concordia. E non sarebbe stata la nave a chiamare la sala operativa, ma viceversa. Anche Costa Crociere scarica il comandante. E alcuni superstiti accusano: «Ci hanno lasciati soli in mare».
A rischio anche l’ecosistema per le 2.300 tonnellate di olio combustibile presenti nella nave, mentre il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, dice: «Basta maxi-navi vicino ad aree sensibili».
"SPERANZE RIDOTTE AL MINIMO" «La speranza di trovare in vita i dispersi è ridotta al minimo». Lo dice il sindaco dell'Isola del Giglio, Sergio Ortelli, riferendosi ai 16 dispersi della nave Costa. Ortelli spera che «si sia creata nella nave qualche bolla d'aria che ci permetta di trovare qualcuno vivo. Le ricerche continuano. Incrociamo le dita».
LE DUE VITTIME RECUPERATE IERI. Due cadaveri sono stati individuati a bordo della Costa Concordia. Si tratta di Giovanni Masia, nato nel 1926, e di uno spagnolo, Gual Guillermo, nato nel 1943.. E altri due americani mancano all'appello. Il ritrovamento dei corpi senza vita, nella parte sommersa della poppa della nave, è stato fatto dai sommozzatori della Guardia Costiera. Secondo le prime informazioni si tratterebbe di due uomini, trovati dai sommozzatori in una cabina, con indosso i giubotti di salvataggio.
L'ambasciata statunitense in Italia ha abbassato a 120 il numero di americani a bordo della nave
Costa Concordia, e precisato che «118 persone» sono state fino ad ora contattate.
Altre fonti riferiscono di due coppie di francesi che ancora mancherebbero all'appello.
«MAI PARTITO IL MAYDAY» Non sarebbe mai partito un formale may day dalla Concordia. E non sarebbe stata la nave a chiamare la sala operativa, ma viceversa. Così le prime ricostruzioni della Guardia costiera. L'equipaggio e la sala operativa avrebbero parlato diversi minuti prima che a terra si sapesse per la prima volta che la nave stava imbarcando acqua.
«MANCANO 17 PERSONE» Mancano ancora all'appello 17 persone che erano imbarcate sulla Costa Concordia, secondo quanto reso noto dalla Costa Crociere durante il vertice che si è tenuto oggi pomeriggio in prefettura a Grosseto. Lo riferisce il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras. La valutazione della Costa Crociere, spiega Marras, è stata fatta anche in base alle segnalazioni dei parenti e alle presenze negli alberghi. Prima del ritrovamento dei due morti sulla Costa Concordia, la Costa Crociere aveva rettificato il numero dei presunti dispersi precisando che si trattava di 19 persone, 13 passeggeri e 6 componenti l'equipaggio. Durante una riunione in prefettura, però, è giunta la notizia del ritrovamento dei due cadaveri, trovati su un ponte della Costa Concordia. Da qui, il calcolo di rimanenti 17 presunti dispersi.
150 METRI DALLA COSTA «La nave Costa Concordia era a soli 150 metri dalla riva. Una distanza incredibilmente vicina. Stiamo facendo anche accertamenti satellitari per stabilirla con esattezza». Lo ha riferito il procuratore capo di Grosseto, Francesco Verusio, che coordina le indagini del naufragio all'Isola del Giglio. Sono altresì in corso indagini per stabilire se il comandante abbia voluto seguire la prassi marinara dell«inchino», che consiste nel far passare una nave vicino un porto e salutare con la sirena le persone a terra. A quanto riferisce il procuratore, la scatola nera della nave sta già "parlando". Emergerebbe una differenza di un'ora tra l'impatto alle 21 e 45 e l'allarme alla Guardia costiera circa delle 22 e 43.
IL COMMISSARIO-EROE - «Ho sempre sperato nella salvezza, ho vissuto 36 ore di incubo». Lo ha detto il capo commissario di Bordo di Costa Concordia, Marrico Giampetroni, ritrovato questa mattina dai vigili del fuoco sul ponte 3, appena arrivato all'ospedale di Grosseto a bordo del Pegaso. L'uomo ha aiutato molte persone ad abbondonare la nave poi, scendendo per l'ennesima volta nei ponti sottostanti, si è rotto una gamba ed è rimasto bloccato lì fino all'arrivo dei soccorsi.
DISPERSI PADRE E FIGLIOLETTA - Non si hanno notizie di due riminesi, un uomo di circa 30 anni e la figlia di 5 anni, che erano a bordo della Costa Concordia. I due erano in crociera insieme alla fidanzata di lui che sta rientrando a casa a Villa Verucchio (Rimini). La giovane donna - secondo quanto racconta la Voce di RomagnA - è stata separata, nel caos dell'evacuazione, dal compagno e dalla bambina, al momento di salire sulle scialuppe. Una volta giunta a terra, però, non è più riuscita a mettersi in contatto con loro.
CODACONS: RITIRO LICENZA NAVIGAZIONE A COSTA «Dopo il gravissimo incidente che ha visto coinvolta la nave Concordia» il Codacons chiede la «sospensione o il ritiro della licenza di navigazione nei confronti della società Costa Crociere». «A seguito delle notizie che si stanno susseguendo in queste ore, e che vedrebbero, sulla base delle dichiarazioni dei superstiti, ritardi e gravi carenze nelle procedure di emergenze e nelle operazioni di soccorso, riteniamo indispensabile che le autorità competenti valutino l'eventuale sospensione o l'eventuale ritiro della licenza di navigazione nei confronti della società Costa Crociere», è detto in una dichiarazione. Il Codacons sta inoltre preparando un «esposto alla magistratura in cui si chiede di indagare anche per il reato di strage, che in base al nostro codice penale, è considerato reato di pericolo». L'associazione, che ha già pubblicato sul proprio sito i moduli attraverso i quali i passeggeri della nave possono aderire alla class action finalizzata a chiedere il risarcimento dei danni subiti, annuncia inoltre «l'intenzione di costituirsi parte civile in rappresentanza della categoria degli utenti».
FERMATO IL COMANDANTE. Il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, è stato trasferito al carcere di Grosseto in stato di fermo in attesa dell'udienza di convalida che dovrebbe svolgersi all'inizio della prossima settimana. Al comandante della Costa Concordia Francesco Schettino e al primo ufficiale in plancia, Ciro Ambrosio, sono stati contestati reati che vanno dall'omicidio colposo plurimo al naufragio, al disastro, all'abbandono della nave con altri passeggeri ancora da mettere in salvo. È quanto si apprende in ambienti giudiziari. Il comandante della Costa Consordia «si è avvicinato molto maldestramente all'Isola del Giglio, la nave ha preso uno scoglio che si è incastrato sul fianco sinistro, facendola inclinare ed imbarcare tantissima acqua nel giro di due, tre minuti». Lo ha detto il procuratore di Grosseto Francesco Verusio.
RECUPERATA SCATOLA NERA. I sommozzatori della Capitaneria di Porto hanno recuperato nel tardo pomeriggio la scatola nera della nave Costa Concordia, incagliatasi ieri sera all'Isola del Giglio (Grosseto).
250 FRANCESI RIMPATRIATI Circa 250 dei 462 passeggeri francesi della Costa Concordia sono attesi in serata a Marsiglia, dove saranno accolti da una cellula di supporto psicologico gestita dalla Croce rossa e dai pompieri della città del sud della Francia. Lo riportano i media transalpini. «Abbiamo organizzato il rimpatrio di questi 250 passeggeri in bus», ha spiegato alla stampa il presidente di Costa Crociere Francia, Georges Azouze, mentre gli altri saranno riaccompagnati in patria «con voli speciali o charter».
CAMBIO ROTTA L'urto contro lo scoglio che ha squarciato la chiglia della Costa Concordia è avvenuto probabilmente alcune miglia prima dell'isola del Giglio. Lo apprende l'ANSA da fonti investigative. La nave, pur imbarcando acqua, ha proseguito la navigazione e solo successivamente ha invertito rotta puntando verso il porticciolo Giglio. Nella prima segnalazione fatta alla Capitaneria di Porto, è stato, infatti, riferito che la nave «imbarcava acqua». L'equipaggio ha probabilmente immaginato, in un primo momento, di poter gestire l'emergenza. Quando ciò è parso impossibile, il comandante ha ordinato di cambiare rotta e di dirigere verso l'Isola del Giglio. Proprio l'avvicinamento alla terraferma, - secondo molti soccorritori - ha impedito che l'incidente avesse conseguenze ancor più tragiche e che la nave si inabissasse.
PANICO A BORDO. Sulla nave ci sono state vere e proprie scene di panico con il passare dei minuti e delle ore. Molti passeggeri, infatti, hanno temuto che la nave potesse affondare e si sono gettati nelle acque gelide del Tirreno di gennaio. Verosimilmente le vittime sono decedute a causa dell'ipotermia, per il freddo del mare, per annegamento o per malori. Sul luogo dell'incidente diverse imbarcazioni dei Vigili del Fuoco di Civitavecchia e Livorno, oltre ai sommozzatori di Grosseto, e le unità delle Capitanerie di Porto. A bordo 4.231 persone, compresi i membri dell'equipaggio.
LE NAZIONALITA' DEI PASSEGGERI. Costa Crociere ha reso noto la nazionalità e l'esatto numero passeggeri a bordo di Concordia. In tutto 3.216, così composti: 989 italiani, 569 tedeschi, 462 francesi, 177 spagnoli, 129 americani, 127 croati, 108 russi, 74 austriaci, 69 svizzeri, 46 brasiliani, 46 giapponesi, 42 olandesi, 33 ucraini, 30 coreani, 20 rumeni, 26 da Hong Kong, 25 britannici, 21 australiani, 17 argentini, 13 taiwanesi, 12 canadesi, 12 cinesi, 11 portoghesi, 10 colombiani, 10 cileni, 9 turchi, 8 belgi, 8 israeliani, 9 kazhakistani, 8 peruviani, 8 polacchi, 6 moldavi, 6 nepalesi, 5 svedesi, 5 venezuelani, 4 danesi, 4 dominicani, 4 serbi, 4 sudafricani, 3 delle Antille olandesi, 3 bielorussi, 3 grechi, 3 ungheresi, 3 iraniani, 3 irlandesi, 3 macedoni, 2 albanesi, 2 cubani, 2 algerini, 2 ecuadoriani, 2 messicani, 2 finlandesi, 1 di Andorra, 1 bulgaro, 1 bosniaco, 1 ceco, 1 indiano, 1 marocchino, 1 norvegese, 1 neozelandese, 1 filippino e un uruguayano. In tutto 3.216 passeggeri, ai quali vanno sommati i 1.013 membri dell'equipaggio, per un totale complessivo di 4.229 persone.














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