
Genova 27 Gennaio 2012. Il 4 novembre aveva salvato un uomo che stava annegando, a pochi metri dal suo ristorante. Quel giorno Fabio Schiaretti, 41 anni, titolare della trattoria De Marino in via Isonzo, a Sturla, era diventato un eroe. Come tanti altri aveva rischiato la propria vita per soccorrere le vittime dell’alluvione. Nel quartiere lo conoscevano tutti, anche perché il filmato di quel salvataggio, girato da un abitante della zona, Stefano Zanforlin, aveva fatto il giro del mondo, diventando l’emblema del coraggio e della forza dei genovesi in quei tragici giorni. Adesso non c’è più. È morto ieri mattina in un incidente stradale sull’A7, tra Isola del Cantone e Vignole. La sua Opel Meriva è andata a sbattere contro un muro di contenimento, in prossimità di una curva, al chilometro 91 della carreggiata Nord. Uno schianto violentissimo, avvenuto proprio quando la terra è stata scossa da un terremoto. Secondo quanto accertato dagli agenti della polizia stradale di Genova, coordinati da Giuseppe Rappa, la tragedia non sarebbe stata causata dal sisma, ma da un malore o da un attimo di distrazione. Lo accerterà la procura di Alessandria, che ha avviato un inchiesta e disposto il trasferimento della salma all’obitorio dell’ospedale di Novi per l’autopsia. La dinamica dell’incidente si è chiarita nel corso della mattinata. In un primo momento sembrava che fosse avvenuto uno scontro tra un’auto e una moto perché sulla corsia di sorpasso, vicino al corpo senza vita dell’automobilista che nell’impatto era stato sbalzato fuori dalla macchina, i poliziotti avevano trovato un casco da motociclista. In realtà apparteneva allo stesso Schiaretti, da sempre grande appassionato delle due ruote. La presenza, all’interno della Opel, di un seggiolino per bambini, aveva fatto temere che nello schianto potesse essere rimasto coinvolto anche il figlio, che abita con l’ex moglie in un paese del Basso Piemonte. Ma il piccolo era a casa. Questo particolare confermerebbe l’ipotesi che Schiaretti, ieri mattina, fosse partito dalla sua abitazione in passo Paveranetti, a Quinto, per andare a trovarlo. Ma gli inquirenti non escludono che la sua destinazione fosse un’altra. Forse Milano, come sostengono alcuni colleghi di lavoro.














1 commenti:
l'ho scoperto solo oggi sono scioccato, sono un cliente del locale, che bella persona
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