
BARI 11 Gennaio 2012 «Voglio un qualcosa che mi dia la possibilità di uscire dal posto infernale dove mi trovo, di tornare a fare le cose che facevo prima, avere un habitat dove stare, cucinare un pasto a mio marito, avere una vita». È il desiderio che Antonia Azzolini, 69 anni, rivela, piangendo, in un'intervista in video fatta insieme col marito, Salvatore De Salvo, di 64, e che gira su YouTube dove è stata caricata il 17 marzo 2010. La vita dei coniugi De Salvo viene esaminata dagli investigatori dopo che i loro corpi senza vita sono stati trovati domenica scorsa uno in una stanza di albergo di Bari (la donna potrebbe aver ingerito barbiturici) e l'altro sul litorale barese (l'uomo sarebbe annegato). Gli investigatori ritengono che possa essersi trattato di un doppio suicidio per la difficile situazione economica in cui si trovava la coppia dopo che Salvatore, nel 2004, aveva perso il suo lavoro di agente di commercio nel settore tessile. Sarà comunque l'autopsia, prevista per dopodomani, a chiarire se la loro morte è riconducibile a un doppio suicidio o se lui abbia ucciso lei prima di togliersi la vita gettandosi in mare. Marito e moglie avevano perso anche la casa: dopo un tentativo di suicidio da parte di entrambi, la coppia era stata ospitata in una casa di accoglienza di Bari, «una topaia con un'umidità pazzesca», raccontano i coniugi nel video.
Nella clip Salvatore De Salvo racconta la sua situazione e anche dei rapporti avuti, attraverso e-mail e raccomandate, con il presidente della Puglia, Nichi Vendola, prima cordiali, nel 2008, e poi interrotti dal presidente della Regione Puglia, «quando ho cominciato, credendo di fare cosa gradita a lui, ad informarlo di quello che accadeva nella Asl di Bari», dove l'uomo venne inserito nel 2008 attraverso un progetto di tirocinio per l'inclusione lavorativa per persone disagiate promosso dalla Asl. Almeno 100 le lettere scritte da De Salvo a Vendola, e quasi altrettante al sindaco di Bari, Michele Emiliano. Non solo per parlare della loro difficile vita ma anche per denunciare situazioni di sperperi di denaro esistenti sia nella casa alloggio che li ospitava, dal 2007, a spese del Comune, e sia nella Asl di Bari. Nel video Salvatore racconta delle tante promesse ottenute dalle istituzioni, anche in trasmissioni televisive nazionali, ma mai mantenute. «E quindi - racconta fino a commuoversi Salvatore De Salvo - abbiamo tentato insieme, scientemente, consapevolmente, il suicidio». «Una delusione continua da parte delle istituzioni», dice De Salvo. L'uomo, tra l'altro, denuncia nel video, di aver avuto la proposta da parte di una dirigente della Asl di Bari e di un sindacalista della Cgil di produrre una falsa pratica di invalidità psichica per essere assunto nella struttura sanitaria. Proposta rifiutata e denunciata, anche sul quotidiano 'La Gazzetta del Mezzogiornò. Un video, dunque, quello su YouTube di pochi minuti dove un uomo e una donna, distinti, raccontano la loro tragedia, sostenendosi l'uno con l'altra. E non è la sola testimonianza lasciata dai cosiddetti «nuovi poveri»: parole di accusa e di delusione sono state lasciate in biglietti trovati nella stanza d'albergo, lettere inviate a politici, interviste rilasciate negli anni a giornalisti. Ma il tempo è trascorso invano. E la coppia, stremata dagli stenti, delusa dalle promesse non mantenute e dalle denunce non ascoltate, ha deciso di porre fine a tutto: una casa d'accoglienza terribilmente umida o una triste stanza d'albergo spesso non bastano a chi insegue il semplice sogno di un lavoro e di una casa, cioè di una vita dignitosa COMMENTA QUESTA NOTIZIA














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