

MILANO 24 Ottobre 2011 «Il maggiore l'ha giustiziato. È stata una questione d'onore». Così, parlando di sé in terza persona, il maggiore Mauro Pastorello, ufficiale dell'esercito in congedo, ha spiegato oggi al gip Chiara Valori perché ha ucciso il regista Mauro Curreri, 39 anni, nell'interrogatorio di convalida del fermo. Già venerdì, davanti al pm Paola Biondolillo, il 53enne aveva dichiarato: «Ho eseguito una pena di morte». Pastorello è detenuto nel carcere di San Vittore con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Posto in isolamento e guardato a vista nel timore che possa tentare di togliersi la vita, oggi ha sostenuto l'udienza di convalida e ha risposto in maniera lucida alle domande del gip, sempre indicando se stesso come «il maggiore» e rivendicando l'omicidio. In merito al movente dell'omicidio di Curreri, che conosceva dal 2005, ha ribadito che quest'ultimo gli doveva «200mila euro», che ne aveva macchiato l'onore costringendolo a chiedere prestiti. Soldi legati innanzitutto alla consulenza per il film «Gli eroi di Podrute», terminato da Curreri, ma mai distribuito. Tuttavia, la goccia che ha fatto traboccare un vaso già pieno di risentimenti è stata, la scorsa settimana, la lettera con cui il ministero per i Beni culturali ha rigettato il finanziamento per un nuovo film sull'aviatore Francesco Baracca con cui Pastorello contava di recuperare il suo denaro. Una sceneggiatura scritta da Curreri e bollata dal ministero come adatta al massimo per una serie tv. «Il civile Mauro Pastorello è morto quando ha ricevuto la lettera», ha detto oggi il 53enne al gip. All'udienza il suo legale non ha presentato istanze, ma è molto probabile che per Pastorello venga disposta a breve una perizia psichiarica. Il difensore ha dichiarato agli inquirenti di non aver ancora parlato con la famiglia, per sapere se in passato abbia sofferto di disturbi di tipo psichiatrico. In merito alle contestazioni, per il momento resta indagato per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione. Non è escluso, tuttavia, che il pm Paola Biondolillo possa iscriverlo nel registro degli indagati anche per tentato omicidio ai danni della convivente del regista, e per porto illegale della pistola utilizzata del delitto, come sottolineato oggi dal gip nell'ordinanza con cui ha convalidato il fermo e confermato la custodia cautelare in carcere.
ANCHE TENTATO OMICIDIO Oltre che dell'omicidio omicidio premeditato del 39enne Mauro Curreri, l'ufficiale dell'esercito in congedo Mauro Pastorello potrebbe essere accusato anche del tentato omicidio della convivente del regista. È quanto trapela in merito all'inchiesta sulla sparatoria avvenuta venerdì in via Watt. Pastorello ha colpito Curreri con due colpi, ma ha sparato tre proiettili. La donna sostiene infatti che il 53enne le ha sparato addosso, ma oggi il maggiore, pur ammettendo davanti al gip Chiara Valori l'omicidio premeditato e l'esplosione di tre colpi, ha negato di aver cercato di uccidere anche la convivente di Curreri COMMENTA QUESTA NOTIZIA














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