
VENEZIA19 ottobre 2011 La comunità albanese e tutta Maerne (Venezia), dove abitava da tempo, sono scosse per la scomparsa a soli 18 anni di Diana Syku, stroncata da un tumore. Nativa di Lezha, in Albania, la sfortunata ragazza, con la mamma Lucia e i fratelli più grandi, Alfonso, Eda e Raimonda, nel 2003 si era ricongiunta al padre Pietro, che è da 15 anni in Italia dove lavora come muratore, stabilendosi in via Olmo, a Maerne.
Qui Diana si era inserita bene, ha frequentato le medie e il catechismo, ha ricevuto la cresima e aveva tanti amici. Poi si era iscritta all’istituto professionale Berna di Mestre, al comparto Ristorazione, ma ha potuto frequentarlo poco. Nel novembre 2008, da un banale prurito al ginocchio, la tragica scoperta: tumore. Ed è iniziato il calvario. È stata operata a Este ma poi il male dalla gamba si è diffuso al polmone.
I familiari hanno fatto di tutto per curarla portandola all’istituto Rizzoli di Bologna e a Torino; ha subìto quattro interventi, ma invano, e lunedì è spirata, al Centro Nazareth a Zelarino. Diana aveva le passioni di una 18enne, la musica, il ballo, ma era anche studiosa, responsabile, più matura della sua età.
“La migliore figlia del mondo - la piange il papà - Una ragazza meravigliosa e tanto intelligente. Ragionava come un’adulta, amava studiare e l’ha fatto, anche col computer, finché le forze l’hanno sorretta: le piacevano le lingue, parlava anche il francese e il tedesco, e aveva la passione per la cucina, specie le torte. Era forte e coraggiosa: fino all’ultimo non ha mai perso la speranza”.
E quanto fosse ben voluta lo provano anche i tanti attestati di solidarietà ricevuti dai familiari, disperati, e non solo da parenti e connazionali, e la partecipazione al rosario recitato ieri in chiesa. I funerali saranno celebrati a Lezha: la famiglia sta aspettando i documenti per riportare la salma di Diana in Albania, dove sarà tumulata.
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