Pesaro, 10 agosto 2011 - E’ caduto l’altra sera con la sua moto a venti metri da casa. Sembrava una cosa da niente. Si è rimesso in piedi da solo, ed è rientrato a piedi. Tre ore dopo è morto per emorragia cerebrale. Si chiamava Roberto Galeotti, 59 anni, sposato, tre figli, chef del ristorante La Ginestra di Acqualagna. Da quanto si è appurato, il cuoco aveva fatto il turno serale al noto ristorante e alle 22.30 rientrava a casa, a Farneta di Acqualagna, in sella alla sua vecchia moto Guzzi 500. A pochi metri da casa, per chissà quale motivo, è scivolato a terra con la sua moto. Aveva il casco e non poteva percorrere quella stradina asfaltata che conduce a casa sua in campagna a velocità sostenuta. La caduta è avvenuta senza alcun testimone. L’uomo si è rialzato da solo, lasciando la moto dov’era perché evidentemente non ce la faceva a spostarla.
Ha percorso a piedi una ventina di metri ed è rientrato in casa. Ha raccontato alla moglie dell’incidente assicurandola che non si era fatto niente. Ma di minuto in minuto la situazione è precipitata. Per questo, la moglie Clara ha chiamato subito il 118 per portare il marito all’ospedale. Il medico che lo ha visto per primo si è accorto subito che doveva esserci una emorragia cerebrale in corso. Galeotti non rispondeva secondo parametri normali alle sollecitazioni che gli venivano fatte, segno che stava perdendo conoscenza sempre più marcatamente. La corsa all’ospedale di Urbino dopo averlo stabilizzato non è servita ad evitare la tragedia. Il 59enne è deceduto intorno alle 4 di notte senza aver più ripreso conoscenza.
Gli accertamenti di legge sull’incidente sono stati fatti dagli agenti della polizia stradale di Cagli che hanno potuto però fare ben poco per ricostruire ciò che è accaduto. Infatti l’incidente non ha avuto testimoni e anche a terra non ci sono segni di frenata né elementi che potessero giustificare la caduta. Non è escluso che lo chef possa esser stato colto da un malore che lo abbia fatto cadere dalla moto. Si è poi rialzato ma il quadro clinico era già compromesso fino a portarlo alla morte. La titolare del ristorante la Ginestra ricorda: "E’ stato allegro e ben cosciente fino a quando è rimasto in servizio. Non appariva per nulla sofferente. E’ una tragedia che ci ha lasciati senza parole".
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