TORINO 10 Agosto 2011.Un rapinatore morto dissanguato sul marciapiede, un altro in galera, un gioielliere sconvolto: si riassume così la tragedia che oggi si è abbattuta su
Torino. In due, nella città svuotata dalle ferie, hanno pensato di dare l'assalto al negozio di preziosi di Pierangelo Conzano, armandosi di pistole giocattolo e tanta determinazione, e uno di loro ci ha rimesso la vita; l'altro è stato catturato subito dai Carabinieri. Il commerciante ha sparato («Mi hanno aggredito con violenza e mi sono difeso», ha detto ai militari) e ha colpito il rapinatore al braccio destro, vicino alla spalla: poteva essere una ferita da niente ma il proiettile ha reciso l'arteria omerale e Francesco Procopio, 35 anni, di Rivoli (Torino), corso subito fuori dal negozio, non è riuscito a percorrere nemmeno cento metri prima di accasciarsi al suolo. Dietro di sè ha lasciato la scia del proprio sangue. Ha avuto il tempo di cercare di tamponare l'emorragia, togliendosi la maglietta e arrotolandola sulla ferita, ma è stato inutile. L'amico, Iaris Iacono, 31 anni, di Moncalieri (Torino), era al suo fianco: ciondolava per la strada confuso e terrorizzato, senza sapere bene cosa fare, quando le pattuglie dei Carabinieri, arrivate sul posto nel giro di pochissimi minuti, lo hanno individuato e fermato. Conzano aveva rilevato la gioielleria di via Ormea 8, in borgo San Salvario, da poco tempo; prima ne aveva una nello stesso quartiere. In stato di choc, è stato portato per accertamenti all'ospedale Mauriziano, dove il pm Marco Sanini e i militari guidati dal colonnello Antonio De Vita gli chiederanno di raccontare l'accaduto e poi decideranno il da farsi. La prima ricostruzione lascia pensare a un caso di legittima difesa, ma la confusione è ancora tanta. Saranno le telecamere del circuito chiuso del negozio a chiarire come si sono svolti i fatti. Verso le 17:30 nel negozio è entrato un uomo che poi si è rivelato essere uno dei rapinatori; l'altro è rimasto fuori e ha atteso che dal locale uscisse una cliente. «Mi hanno aggredito», ha ripetuto Conzano, che aveva la camicia vistosamente strappata. Poi c'è stato lo sparo. Il sangue ha cominciato a imbrattare il pavimento della gioielleria, i due rapinatori hanno costretto il titolare ad aprire la doppia porta e poi si sono allontanati verso corso Vittorio Emanuele, dove avevano posteggiato la loro Smart. San Salvario è uno dei quartieri più multietnici di Torino e, in passato, aveva vissuto tensioni molto forti. Ma di recente enormi sforzi di riqualificazione ne hanno quasi fatto uno dei cardini della movida estiva torinese, con tanti locali frequentati dai giovani. «Erano anni - dice il parroco, Piero Gallo, profondo conoscitore del borgo e una delle sue voci più autorevoli - che queste strade non vedevano un fatto tanto grave. Ma che la situazione sia difficile lo si capisce da tante cose. Da qualche tempo ai miei uffici hanno cominciato a bussare sempre più di frequente persone che chiedono un aiuto economico. È un segnale». COMMENTA QUESTA NOTIZIA














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