
bergamo 2 marzo 2011 L'assassino di Yara era forse una persona di cui la ragazzina si fidava. Questa una delle piste su cui lavorano gli inquirenti, dopo i primi esiti dell'autopsia sul cadavere della tredicenne. Yara sarebbe salita sull'auto del suo carnefice, che poi l'avrebbe aggredita. A quel punto la lotta, in cui lei si è difesa, e l'omicidio. Un'ipotesi che fa pensare che sotto le unghie della ragazzina potrebbero esserci tracce del Dna del colpevole.
Adesso le ipotesi e le ricerche sono tutte puntate su quegli ultimi minuti di vita della ragazzina di Brembate di Sopra, come racconta la Repubblica. Qualcuno probabilmente l'ha fatta salire in macchina. E di questo qualcuno lei si fidava: un identikit che cirrisponde a poche persone, una dozzina al massimo. Perché gli inquirenti agli ipotetici maniaci sessuali ci hanno già pensato e li hanno esclusi, uno dopo l'altro.
Più probabile, secondo gli investigatori, che si tratti di una persona che lei frequentava o che almeno conosceva, un adulto, forse un padre di famiglia. Le analisi sul cadavere di Yara potrebbero rivelare l'identità di questa persona. Potrebbero, soprattutto perché sembra che Yara abbia lottato prima di morire, visti i tagli e i grafi trovati sul cadavere. Sotto le sue unghie potrebbe nascondersi la firma di chi ha compiuto quell'orrendo delitto. Il Dna del mostro capace di uccidere una ragazzina di 13 anni.
L'assassino l'ha accoltellata, ma non viene escluso che Yara sia morta per soffocamento, probabilmente in un'agonia brevissima. Gli investigatori sono convinti che Yara sia morta ai bordi di quel campo nel quale è stata ritrovata il 26 febbraio, tra le 19 e le 20 di tre mesi fa, il 26 novembre, giorno della sua scomparsa. Pochissimo tempo dopo quella scomparsa. Il destino di Yara, pare, si è compiuto in pochi minuti. In un'ora in cui la vicina discoteca Sabbie mobili era ancora chiusa e gli operai del cantiere vicino già usciti.
Forse Yara uccisa da una donna
Ma, mentre si fa strada l'ipotesi del conoscente, non si esclude neanche l'eventualità che l'omicida sia una donna. "I tempi della medicina non sono quelli del giornalismo: al momento non possiamo escludere nulla. Yara potrebbe essere stata uccisa a coltellate o strangolata, da un uomo o una donna, per ora è molto difficile stabilire se sia stata soffocata", spiega uno degli esperti dell'Istituto di Medicina legale di Milano che da lunedì mattina lavora senza sosta per spiegare le dinamiche dell'omicidio. E interviene anche sulle indiscrezioni che emergono riguardo ai primi risultati dell'autopsia replicando "a verità giornalistiche che non hanno ancora certezze scientifiche. Da uomo di medicina uso prudenza e ancora non parlerei di coltellate. Ci sono alcuni segni più evidenti sul corpo della 13enne, ma bisogna ricordare che è in avanzato stato di decomposizione".
Insomma "sarà un lavoro lungo che passerà dall'analisi dei tessuti, dove sono presenti, a quello sulle ossa. Ancora adesso non si può dire in che modo è morta Yara". Così come, al momento "non si può escludere che a uccidere sia stata una mano femminile. Bisogna prima ricostruire le modalità dell'omicidio, studiare ogni dettaglio, capire l'arma usata per poi pensare di stabilire con quale violenza sia stata colpita e quindi, ipotizzare, se a farlo sia stato un uomo o una donna".
Difficile anche capire se sia stata soffocata. "Questa ipotesi mi sembra più che prematura. Il viso di Yara, rimasto per tre mesi in condizioni di 'cattività", non ci permette di vedere questo particolare da un'analisi ancora parziale. Anche capire dai segni sul collo se è stata strangolata è difficile. Lo strangolamento lascia tracce più evidenti, ci appare avventato a questo punto".
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