
NAPOLI 5 MARZO 2011 Amato Grosso, come alcuni di loro, frequentava il Politecnico universitario, era iscritto alla vicina facoltà di Ingegneria in piazzale Tecchio, e per questo motivo aveva preso in fitto, con altri coetanei, un appartamento in via Terracina. Avrebbe compiuto 23 anni il prossimo 17 marzo Si trasforma in tragedia una normalissima e spensierata partitella a calcio tra amici. E purtroppo epiloghi di questo genere non sono affatto inediti. Tutt’altro. Il destino (atroce) anche stavolta si accanisce e così si consuma l’ennesimo dramma. Campo di calcio del Centro sportivo Mario Lenci, alle spalle dell’ex Sferisterio, in via Brigata Bologna, è qui che un gruppo di studenti universitari nonché amici, decide di sfidarsi per l’ennesima volta.
Sono le 21, prendono in fitto il campetto in terra battuta e cominciano a giocare. Dopo appena dieci minuti, in agguato la fatalità: Amato Grosso, originario di Avellino e residente a Nusco, avverte un malore, s’accascia in un amen, viso al suolo, sbiancato, cianotico.
È in preda a degli spasmi. Sono attimi di terrore e panico, gli amici provano a soccorrerlo mentre il gestore del centro sportivo allerta subito il 118 e la sala operativa della questura. Le condizioni del ragazzo appaiono subito critiche, è in stato di incoscienza e non accenna alcuna reazione.
Di lì a poco giungono sul posto una Volante della polizia e l’ambulanza, intervengono gli specialisti del 118. Viene tentata subito una manovra di rianimazione come prevede il protocollo in casi del genere, ma è tutto inutile, lo sfortunato ragazzo muore di fatto sul terreno di gioco poco dopo per arresto cardiocircolatorio.
Gli agenti avvertono telefonicamente il magistrato di turno in Procura che autorizza il trasferimento della salma al Servizio di Medicina legale del Secondo Policlinico, dove ora resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa che venga disposto l’esame autoptico. Sul campo di Fuorigrotta invece, restano gli sguardi increduli, tra la rabbia, la disperazione e le lacrime, degli altri studenti, che a fatica stentano a prendere coscienza di ciò che è accaduto sotto i loro occhi.
Amato Grosso, come alcuni di loro, frequentava il Politecnico universitario, era iscritto alla vicina facoltà di Ingegneria in piazzale Tecchio, e per questo motivo aveva preso in fitto, con altri coetanei, un appartamento in via Terracina. Avrebbe compiuto 23 anni il prossimo 17 marzo. Un compleanno che non potrà più festeggiare, purtroppo.
Dalle prime indiscrezioni emerse, sembra che lo studente deceduto non soffrisse di alcuna patologia particolare, e che in passato avesse già preso parte ad altri incontri sportivi a titolo di svago e divertimento, anche con la stessa comitiva di amici e colleghi che stavolta invece di ridere e scherzare, si è ritrovata inghiottita in una serata tragica e gonfia di dolore. Che sarà molto difficile dimenticare.
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