
NAPOLI 22 Febbraio 2011 Terrore a Corso Malta, in pieno centro a Napoli, dove un uomo di 59 anni è stato ucciso in mezzo alla strada in via Giacomo Notaro. La vittima si chiamava Gennaro Quarto ma era conosciuto ai più col soprannome di Gennaro 'o pazzo. L'uomo era pregiudicato e abitava in via Loffredi, nella zona del Duomo.
I carabinieri stanno ancora indagando sull'episodio ma sembra che Quarto sia stato raggiunto da una serie di colpi di arma da fuoco mentre viaggiava sul suo motorino. Il corpo senza vita dell'uomo è stato trovato, con ancora indosso il casco, in un lago di sangue.
Quarto era famoso - tra l'altro - perché Maradona giocò una partita di beneficenza per raccogliere fondi desinati a curare la malattia del figlio. Quarto incontrò il campione di calcio nel 2003, a circa 20 anni da quella partita (giocata nel 1984), nel programma di Maria De Filippi "C'è posta per te". Il padre del ragazzo all'epoca ricordò che per giocare quella partita di beneficenza, grazie alla quale vennero raccolti 74 milioni di lire, Diego Maradona pagò di tasca propria 12 milioni di lire ai Lloyds di Londra, società con la quale era assicurato. «Avrei voluto ripagare Diego di quella spesa - disse allora Gennaro Quarto - ma Diego non ne volle sapere, e volle pagare lui la quota assicurativa». Risale al 1995, invece, un altro episodio che fece parlare di Gennaro Quarto. Imputato di concorso in rapina in un processo si presentò all'udienza scalzo. Con gli agenti addetti al controllo all'ingresso del tribunale napoletano che gli fecero presente che non poteva entrare in un'aula di giustizia a piedi nudi si giustificò dicendo: «Ma mi hanno detto di presentarmi a piede libero, chiedetelo ai miei giudici». Già in passato Quarto era sceso in strada a piedi nudi: era il 1984 quando l'uomo si recò scalzo al santuario di Pompei per un voto di ringraziamento quando Maradona fu acquistato dal Napoli. Nei suoi confronti fu disposta una perizia psichiatrica.
Nel 1998, invece, Gennaro Quarto fu protagonista di un procurato allarme nei pressi della Curia di Napoli, dove abitava, denunciando la presenza di un presunto ordigno all'interno di un contatore dell'Enel che provocò l'isolamento della zona e l'arrivo degli artificieri. Rimasto senza luce, il pregiudicato smontò il contatore dell' Enel alla ricerca del guasto trovandovi un apparecchio da cui sporgevano due fili che ritenne essere un ordigno destinato ad ucciderlo. L' oggetto era invece un congegno collocato probabilmente dal precedente inquilino per bloccare il funzionamento del contatore. Nei pressi della Curia rimase bloccato in auto anche l'allora cardinale Michele Giordano, che stava rientrando nel suo appartamento privato. Ai cronisti accorsi sul posto Gennaro Quarto disse di temere che i propri congiunti lo volessero far uccidere. COMMENTA QUESTA NOTIZIA














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